Sottosterzo: ecco le cause e come recuperare l’auto in curva

Milano. Uno storico pilota di rally di nome Walter Röhrl lo definiva così: “Quando vedi l’albero che stai per centrare quello è sottosterzo”. Cosa vuol dire? che la nostra auto tenderà a curvare sotto le nostre aspettative, e cioè a seguire una traiettoria più larga di quella che ci aspettavamo, che, se molto accentuato si può poi tradurre in una vera e propria perdita di aderenza dell’asse anteriore.

 

 

Cosa poco detta è che il sottosterzo è una caratteristica ormai costante sulle auto stradali, infatti, in fase di sviluppo viene indotto alle vetture questo fenomeno per una questione di sicurezza. Anche se è più difficile da percepire rispetto al sovrasterzo, è molto più facile e istintivo da controllare per la maggior parte degli utenti perché la reazione che si va a innescare da parte del guidatore lo porta, molte volte anche senza che se ne accorga, a correggere questo fenomeno.

L’alta velocità, gomme usurate e asfalto bagnato aumentano questo fenomeno fino a portarlo, ad una vera e propria perdita di aderenza dell’asse anteriore. Facciamo un esempio. Mentre percorriamo una curva la perdita di aderenza può essere percepita con l’alleggerimento dello sterzo e se maggiormente amplificato anche con una forte vibrazione dello sterzo derivata dal “saltellamento” delle ruote anteriori. 

Allora come dobbiamo comportarci se vediamo che la vettura “va dritta in curva”? Sicuramente la prima cosa da non fare è frenare e sterzare ulteriormente, perché potrebbe portare su vetture senza controlli e in condizioni di fondo estremamente scivoloso anche al bloccaggio delle ruote anteriori. Quindi la miglior cosa da fare è alleggerire il piede sull’acceleratore e diminuire l’angolo di sterzo, per ridare il carico perso all’ asse anteriore permettendo alle ruote di riprendere maggiore impronta a terra riacquistare l’aderenza necessaria a percorrere la curva.

La mia raccomandazione per evitare questo fenomeno è di ridurre la velocità prima di affrontare una curva, soprattutto se ci troviamo in condizioni avverse, e di controllare costantemente lo stato dei nostri pneumatici. Ringrazio nuovamente chi avrà piacere di leggere questo mio articolo e rimango a disposizione per chiarimenti e critiche costruttive.

Manuel Crippa

Technician Test Driver/Self Driving Instructor/Race Driving Instructor

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