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Sami Pajari si è presentato all’ultima giornata del Rally del Paraguay con un vantaggio di 24,1 secondi. Il finlandese della Toyota ha difeso la leadership nella seconda tappa, mettendo un altro mattone nel suo weekend e avvicinandosi a una possibile terza vittoria consecutiva nel WRC.
La giornata di sabato ha però raccontato una gara tutt’altro che lineare. Pajari era partito con 11,9 secondi di margine e li ha più che raddoppiati nell’arco di nove prove speciali, nonostante un’uscita in un fosso, un danno all’ala posteriore e condizioni di aderenza in continua evoluzione. Il tutto in una tappa vissuta tra fondo asciutto, scivoloso e progressivamente più abrasivo, molto diversa da quella che gli equipaggi si aspettavano dopo le previsioni di pioggia intensa.
Il finlandese ha gestito la situazione con misura, allungando su Hayden Paddon nelle prove del mattino e poi contenendo i rischi nel pomeriggio. Dopo essere finito largo nella prima passata di Hohenau e aver perso la parte superiore dell’ala posteriore della sua GR Yaris Rally1, è rientrato in assistenza con 22,8 secondi di vantaggio. La riparazione dell’aerodinamica non ha cambiato l’inerzia del suo sabato, chiuso senza errori pesanti e con una condotta prudente anche quando un altro overshoot, sulla prova di Bella Vista, ha imposto un nuovo passaggio delicato.
“Per me questa è una sfida diversa rispetto a Estonia e Finlandia”, ha spiegato Pajari. “Si tratta più di sopravvivere”. E ancora: “Molte cose possono ancora andare storte domani. È buono per il momento. Siamo stati competitivi e la vettura è di nuovo molto affidabile, ma è ancora troppo presto per dire qualcosa di più”.
Paddon resiste al secondo posto
Hayden Paddon è rimasto saldamente in seconda posizione nella sua prima vera uscita su sterrato nel WRC di alto livello dal 2018. Il neozelandese non è riuscito a ritrovare il ritmo che lo aveva portato in testa venerdì, ma ha scelto una gestione più conservativa, concentrandosi su gomme e affidabilità. Alla fine del sabato è comunque rimasto davanti a Elfyn Evans con 32,2 secondi di margine.
Alle sue spalle, la battaglia più serrata ha riguardato il terzo gradino del podio. Adrien Fourmaux è stato il protagonista assoluto della rimonta di giornata: il pilota Hyundai ha firmato cinque scratch, riducendo il distacco da Evans da oltre 55 secondi a soli 3,3 secondi nel corso della giornata. Dopo i successi di Bella Vista Sur e Hohenau al mattino, ha continuato a spingere anche nel loop pomeridiano, fino a rosicchiare altri decimi e presentarsi al super speciale finale praticamente in scia al gallese.
Proprio la prova di Encarnación Costanera ha ridisegnato il duello: su un tracciato misto che è diventato sempre più viscido al passaggio delle vetture, Fourmaux ha fatto registrare un tempo migliore di 9,8 secondi rispetto a Evans. Così il divario si è ridotto a 3,3 secondi a cinque prove dal termine. “Sono contento del passo”, ha detto Fourmaux. “Devo solo trovare il giusto equilibrio con il consumo delle gomme”.
Evans, dal canto suo, ha mantenuto una linea più attendista in una gara che ha già messo fuori ritmo diversi equipaggi di vertice. “Adrien, a dire il vero, ha corso una gara diversa da tutti gli altri”, ha riconosciuto. “Sta rischiando tutto, ma vediamo domani”.
Le altre posizioni e la giornata decisiva
Dietro ai primi quattro, anche la sfida per la quinta piazza si è fatta interessante. Oliver Solberg ha guadagnato terreno dopo l’errore di Josh McErlean nell’ultima prova, che ha portato la Ford a finire larga e a colpire la pubblicità a bordo strada. Tra i due restano 6,3 secondi di differenza.
In settima posizione c’è Diego Domínguez, eroe di casa e leader del WRC2, protagonista anche di un episodio curioso: ha passato parte della mattinata a guidare senza occhiali, dimenticati sul tetto dell’auto. La madre e la moglie gli hanno procurato un paio sostitutivo da un ottico durante l’assistenza di metà giornata. Jon Armstrong è ottavo, mentre Gus Greensmith e Fau Zaldivar completano la top 10.
Il rally si è deciso domenica con cinque prove speciali e 68,16 chilometri cronometrati. Pajari aveva quindi una mattinata pulita davanti a sé per provare a trasformare un buon vantaggio in un risultato di peso. Dal nostro punto di vista, la vera chiave era proprio la gestione del margine: in Paraguay, fin lì, nulla si era rivelato semplice fino all’ultimo metro.
Classifica dopo sabato (SS17/22): 1. S. Pajari/M. Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) 2h 48m 29,7s; 2. H. Paddon/J. Kennard (Hyundai i20 N Rally1) +24,1s; 3. E. Evans/S. Martin (Toyota GR Yaris Rally1) +56,3s; 4. A. Fourmaux/A. Coria (Hyundai i20 N Rally1) +59,6s; 5. O. Solberg/E. Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) +3m 25,7s; 6. J. McErlean/E. Treacy (Ford Puma Rally1) +3m 32,0s.


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