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ACI a Rimini punta sui giovani e sulla sicurezza stradale

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ACI a Rimini punta sui giovani e sulla sicurezza stradale

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L’Automobile Club d’Italia è stato presente al Meeting di Rimini dal 21 al 26 agosto con uno spazio pensato soprattutto per le nuove generazioni. Al centro dell’iniziativa ci sono stati educazione stradale, formazione alla mobilità e un’idea di sicurezza costruita a partire dai più giovani, con attività rivolte a famiglie, scuole e visitatori.

La presenza dell’ACI è arrivata in un momento in cui il tema della sicurezza stradale continua a richiedere interventi strutturati e continui. L’ente ha così rilanciato il proprio impegno nei confronti del mondo della scuola e della formazione, indicando nei bambini e nei ragazzi il punto di partenza per diffondere comportamenti più consapevoli sulla strada.

Educazione stradale e scuola al centro

Nel suo spazio di Rimini, l’ACI ha portato innanzitutto il progetto Ready2Go, metodo didattico sviluppato con le autoscuole presenti sul territorio nazionale per la formazione dei giovani conducenti. Il percorso integra insegnamento tradizionale, simulatori di ultima generazione, moduli teorici e attività pratiche pensate per riconoscere e gestire il rischio prima che diventi emergenza.

Nel 2025 l’iniziativa ha coinvolto oltre 40.000 ragazzi. Accanto a Ready2Go, l’ACI ha proposto anche un visore immersivo a 360° dedicato all’educazione stradale, pensato in particolare per gli alunni degli ultimi anni della scuola primaria e dei primi anni della secondaria di primo grado. L’obiettivo è far vivere situazioni urbane realistiche, per allenare attenzione, rispetto della segnaletica e contatto visivo con i conducenti.

Tra gli aspetti che meritano attenzione c’è anche il lavoro già svolto nelle scuole: lo scorso anno l’ACI ha organizzato corsi di educazione stradale d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e altre istituzioni, coinvolgendo 389 istituti, 778 classi e 16.125 studenti.

Un approccio che unisce tecnologia e inclusione

Lo stand ha dato spazio anche al sim racing inclusivo, con un progetto che mette insieme competizione, tecnologia e accessibilità. Grazie a un volante a cloche ingegnerizzato appositamente e a studi di ergonomia sul cockpit, piloti normodotati e persone con disabilità hanno potuto competere insieme, sulla stessa griglia di partenza e con pari opportunità.

Per Geronimo La Russa, presidente dell’Automobile Club d’Italia, il sim racing sta ridefinendo i confini del motorsport perché unisce sport, tecnologia, formazione e inclusione. Dal nostro punto di vista, è significativo che un evento come il Meeting abbia accolto un progetto che prova a tradurre l’accessibilità in pratica concreta, senza separare il tema sportivo da quello educativo.

Lo stand ACI è rimasto aperto per tutta la durata del Meeting con dimostrazioni, simulazioni e momenti di confronto. Un’impostazione che mette insieme divulgazione e partecipazione, con l’idea di parlare a pubblici diversi partendo da un linguaggio vicino ai più giovani.

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