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Sam Sunderland punta al giro del mondo in moto: tentativo partito il 5 settembre

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Sam Sunderland punta al giro del mondo in moto: tentativo partito il 5 settembre

Tempo di lettura: 3 minuti

Sam Sunderland vuole entrare in un territorio che unisce resistenza, navigazione e gestione del tempo come pochi altri. Il britannico, due volte vincitore della Dakar in moto, si è preparato a tentare il primato per la circumnavigazione del globo in motocicletta, con partenza da Londra il 5 settembre.

Il percorso previsto copre quasi 29.000 chilometri, attraversa 16 Paesi e cinque continenti, e deve essere completato in meno di 19 giorni, 8 ore e 25 minuti per superare il riferimento attuale. Un obiettivo che racconta bene la portata della sfida: non solo distanza, ma anche ritmo serrato, cambi di fuso orario e trasferimenti lunghi lungo l’intero itinerario.

Un percorso da Londra a Londra

La rotta è articolata in sei grandi tratte. Dopo la partenza da Londra, Sunderland passerà per Istanbul, quindi Bangkok e Kuala Lumpur. Da lì affronterà il tratto australiano, da Perth a Sydney, prima di percorrere l’intera Nuova Zelanda. La parte più lunga del viaggio sarà in Nord America, da Vancouver a Montreal, prima del rientro finale da Casablanca, in Marocco, a Londra.

Lungo il tragitto sono previsti anche passaggi in luoghi iconici come le Bonneville Salt Flats, oltre a fino a sei trasferimenti a lungo raggio. La sfida prevede anche il contatto con due punti antipodali, cioè località situate in lati opposti della Terra.

La moto e le condizioni della sfida

Sunderland affronta il tentativo in sella a una Triumph Tiger 1200 Rally Explorer, equipaggiata con pneumatici Michelin Anakee Road e un serbatoio da 30 litri. Per eventuali interventi urgenti, fa affidamento sulla rete globale di concessionari e strutture post-vendita di Triumph.

La prova non è soltanto un esercizio di chilometri. Il pilota deve gestire condizioni meteo variabili, strade sconosciute, stanchezza fisica e la pressione mentale di passare in sella fino a 16 ore al giorno. Sunderland lo ha sintetizzato così: “So exactly how difficult this is going to be. This isn’t just about riding a motorcycle. It’s about managing sleep deprivation, making decisions when you’re exhausted, adapting to whatever the road throws at you, and continuing to move forward every single day.”

Il ritorno dopo l’infortunio

Per Sunderland questo tentativo arriva dopo un percorso personale tutt’altro che lineare. Il suo primo approccio al record era stato rinviato a causa della frattura alla schiena riportata durante l’allenamento. Dopo mesi di riabilitazione, il 37enne ha detto di sentirsi pronto per affrontare la sfida.

In passato il britannico ha già lasciato il segno nel rally raid: nel 2017 ha vinto la Dakar con Red Bull KTM Factory Racing, ha poi concesso il bis nel 2022 e nello stesso anno ha conquistato anche il primo titolo FIM World Rally-Raid. Nel 2024 ha concluso la carriera nelle competizioni.

Il record da battere resiste dal 2002, quando Kevin e Julia Sanders fissarono il riferimento ancora in vigore. I due britannici hanno offerto il loro supporto a Sunderland, condividendo indicazioni utili sulla loro esperienza e sui parametri necessari per una vera circumnavigazione. Kevin Sanders ha osservato: “Records are meant to be broken. We did this more than 20 years ago. Sam’s going to face a whole set of new challenges compared to back then. We’re really keen to see how Sam does.”

Dal nostro punto di vista, c’è un elemento che rende questa impresa particolarmente significativo: il tentativo non si gioca solo sulla velocità media, ma sulla capacità di reggere una pressione continua e una gestione quasi militare del viaggio. È qui che la sfida di Sunderland va oltre la semplice statistica.

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