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Fiat 124: la mostra dei 60 anni all’Heritage Hub

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Locandina della mostra Mi chiamo Fiat 124 all’Heritage Hub

Tempo di lettura: 3 minuti

La Fiat 124 compie 60 anni e l’Heritage Hub di Torino le dedica la mostra temporanea “Mi chiamo Fiat 124”, aperta dal 28 settembre fino alla fine di novembre 2026. L’esposizione riunisce cinque vetture della collezione del Gruppo, accompagnate da brochure originali dell’epoca, per raccontare l’evoluzione di una famiglia di modelli capace di passare dalla mobilità quotidiana alle competizioni internazionali.

La rassegna è allestita negli spazi di via Plava 80 ed è inclusa nel normale biglietto di ingresso all’Heritage Hub. La visita richiede l’acquisto anticipato del biglietto online: nei giorni feriali è possibile scegliere la visita autonoma, mentre nel fine settimana è prevista la possibilità di partecipare a una visita guidata. Lo spazio espositivo è aperto tutti i giorni, tranne il lunedì.

La berlina che ha conquistato il mondo

La storia della Fiat 124 iniziò nel marzo 1966, quando la berlina debuttò al Salone di Ginevra. Sviluppata sotto la guida tecnica di Dante Giacosa, proponeva una carrozzeria a tre volumi lunga poco più di quattro metri, con un abitacolo spazioso e luminoso. Il progetto puntava su una meccanica robusta, soluzioni tecniche evolute per la categoria e un peso contenuto in 855 kg.

Il motore era un quattro cilindri di 1.197 cm³ progettato da Aurelio Lampredi, capace di sviluppare 60 CV e dotato di cinque supporti di banco. Completavano la dotazione tecnica i quattro freni a disco, il retrotreno con molle elicoidali e ammortizzatori telescopici. La combinazione tra semplicità costruttiva, innovazione e accessibilità convinse pubblico e critica, fino alla conquista del titolo di Auto dell’Anno 1967.

All’Heritage Hub è esposta anche una Fiat 124 Special protagonista del “Raid dei Due Capi”. Nel 1970, tre vetture partirono da Città del Capo dirette a Capo Nord, percorrendo oltre 40.000 chilometri in 51 giorni attraverso tre continenti. Deserti, piste sconnesse, ponti precari e lunghe tappe trasformarono il viaggio in una prova concreta dell’affidabilità della 124.

Dalla strada ai rally

La mostra racconta anche le interpretazioni più sportive del progetto. La Fiat 124 Sport Spider, disegnata da Pininfarina e presentata al Salone di Torino del 1966, non nasceva espressamente per le competizioni, ma attirò presto l’attenzione dei piloti privati. La Sport Coupé, firmata dal Centro Stile Fiat e presentata in anteprima al Salone di Ginevra del 1967, proponeva invece una lettura più prestazionale della stessa base, anche grazie al motore bialbero, aggiornato nel corso degli anni con cilindrate e potenze crescenti.

Chiude il percorso la Fiat Abarth 124 Rally, evoluzione agonistica della Sport Spider. Omologata in Gruppo 4, negli anni Settanta portò il nome FIAT ai vertici delle competizioni internazionali, ottenendo risultati importanti nei campionati italiano, europeo e mondiale.

Una vera global car

La 124 non rimase un modello confinato al mercato italiano. La sua formula semplice, robusta e adattabile favorì la produzione da parte di SEAT in Spagna, LADA-VAZ nell’Unione Sovietica, Tofaş in Turchia e Premier in India, oltre all’assemblaggio in numerosi altri Paesi. Nell’arco di oltre quarant’anni furono prodotti complessivamente più di 20 milioni di esemplari nel mondo.

La sola produzione FIAT superò 1,5 milioni di unità, con oltre un milione di berline. Secondo noi di Formula Motori, è proprio questa capacità di unire una base tecnica razionale a interpretazioni molto diverse — dalla berlina familiare alla sportiva, fino alla vettura da rally — a rendere la 124 ancora oggi una delle protagoniste più complete della storia FIAT.

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