Pesaro, le due ruote tra miti e leggende: mostra aperta fino al 27 settembre

Pesaro, le due ruote tra miti e leggende: mostra aperta fino al 27 settembre

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Pesaro celebra la propria cultura delle due ruote con “Due Ruote tra Miti e Leggende”, la mostra organizzata dall’Automotoclub Storico Italiano (ASI) nell’ambito delle iniziative per il suo 60° anniversario, in collaborazione con il Comune. L’esposizione è stata inaugurata venerdì 7 agosto 2026 ed è visitabile fino a domenica 27 settembre. La rassegna si sviluppa in tre sedi della città: i Musei Civici di Palazzo Mosca, la Chiesa dell’Annunziata e il Museo della Bicicletta di Palazzo Gradari.

Il percorso mette insieme sport, artigianato, innovazione meccanica e mobilità quotidiana. Una scelta che riflette il legame storico tra Pesaro, le Marche e l’Emilia-Romagna, territori caratterizzati da una forte tradizione motociclistica e ciclistica. La mostra riunisce esemplari appartenenti alle collezioni acquisite da ASI e modelli provenienti dalle collezioni private Lazzarini, Sandroni e Battisti.

Dalla Molaroni alle moto della Rai

Ai Musei Civici di Palazzo Mosca è esposta una Molaroni 3 HP, collocata davanti alla Medusa in maiolica di Ferruccio Mengaroni, opera simbolo della città. Il modello racconta l’intreccio tra ceramica e meccanica: i fratelli Molaroni, titolari di una fabbrica di ceramiche, avviarono infatti la produzione di moto nel 1921, spinti dalla loro passione per le due ruote.

Accanto alla Molaroni trovano posto due moto utilizzate dalla Rai durante le telecronache in diretta delle corse ciclistiche, tra cui il Giro d’Italia: una Moto Guzzi 850 T3 del 1975 e una BMW K100 RT del 1995. La loro presenza amplia il racconto oltre il motociclismo puro, mostrando il ruolo dei mezzi a motore nella narrazione dello sport.

Le protagoniste delle competizioni

La Chiesa dell’Annunziata ospita il cuore sportivo dell’esposizione, con dieci moto da competizione. Tra queste ci sono le moto iridate appartenute a Eugenio Lazzarini, pilota urbinate capace di conquistare tre titoli nel motomondiale, la Benelli 350 GP del 1969 guidata da Renzo Pasolini, la Motobi 175 del 1968, accreditata di oltre 500 vittorie, la Grassetti 250 del 1971 e la MBA 125 del 1982.

Nella stessa sede sono raccolte anche sette moto da fuoristrada provenienti dalla collezione ASI Motocross Golden Era. La selezione comprende l’Aermacchi Harley-Davidson Ala d’Oro del 1961, la BSA Victor GP del 1966, la Greeves Challenger del 1966 e la Ossa Stiletto 250 del 1971. Secondo noi di Formula Motori, la presenza nello stesso spazio di moto da velocità e modelli da offroad rende più completo il racconto dell’evoluzione sportiva delle due ruote.

I micromotori e la mobilità del dopoguerra

Al Museo della Bicicletta di Palazzo Gradari il focus si sposta sui micromotori del secondo dopoguerra, antesignani dei ciclomotori moderni e, per alcuni aspetti, delle biciclette a pedalata assistita. Si tratta di biciclette equipaggiate con un piccolo propulsore ausiliario: in alcuni casi telaio e motore erano progettati dallo stesso costruttore, mentre più spesso venivano abbinati propulsori a biciclette già disponibili sul mercato.

La trasmissione poteva avvenire tramite rullo o catena. Questi mezzi rappresentarono una risposta pratica ed economica alle esigenze di mobilità individuale durante la ricostruzione, collegando la storia industriale alle necessità concrete degli spostamenti quotidiani.

Per quanto riguarda gli orari comunicati dagli organizzatori, i Musei Civici di Palazzo Mosca sono aperti da martedì a domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00; l’indicazione sull’apertura del lunedì dalle 10:00 alle 13:00 era valida fino al 31 agosto. La Chiesa dell’Annunziata e il Museo della Bicicletta sono visitabili il venerdì, il sabato e la domenica dalle 17:00 alle 20:00. La mostra resta aperta fino a domenica 27 settembre 2026.

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