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Il mercato italiano delle auto usate è tornato in leggero calo a luglio 2026. I trasferimenti di proprietà sono stati 489.551, dato ancora in attesa di consolidamento, contro i 498.217 registrati nello stesso mese del 2025: la flessione è quindi dell’1,7%. All’interno del risultato mensile, i trasferimenti netti sono arretrati del 3,9%, mentre le minivolture, cioè i passaggi legati soprattutto alla movimentazione delle vetture verso gli operatori, sono cresciute dell’1,2%.
Il bilancio dei primi sette mesi dell’anno è rimasto comunque positivo: da gennaio a luglio sono stati contabilizzati 3.368.560 trasferimenti, in aumento dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 2,0% rispetto al 2019. I dati sono stati elaborati dall’UNRAE sulla base della data dell’atto di trasferimento e non di quella di registrazione al PRA. Lo scarto temporale dipende dalla possibilità di registrare l’atto entro 60 giorni.
Diesel ancora primo, ma avanzano le ibride
Il diesel ha conservato la quota maggiore tra i trasferimenti netti di luglio, pari al 39,2%, ma ha perso 2 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2025. Nei primi sette mesi la sua quota si è attestata al 38,5%. Al secondo posto è rimasta la benzina, che ha perso 0,7 punti e ha raggiunto il 37,5% nel mese, mentre il dato cumulato è stato del 38,6%.
Le auto ibride non plug-in hanno invece proseguito la crescita, arrivando a luglio al 13,0% dei trasferimenti netti e al 12,4% nel periodo gennaio-luglio. Sono seguite GPL e metano, rispettivamente al 5,4% e all’1,9% nel mese. Le elettriche pure hanno raggiunto l’1,2%, mentre le ibride plug-in si sono fermate all’1,7%; nel cumulato, le due alimentazioni hanno rappresentato rispettivamente l’1,4% e l’1,7%.
Secondo la nostra redazione, la composizione delle alimentazioni ha confermato una transizione graduale del mercato dell’usato: le motorizzazioni tradizionali sono rimaste dominanti, ma l’ibrido ha continuato a guadagnare spazio, con una presenza ormai significativa anche nelle auto di seconda mano.
Privati protagonisti e Lombardia al primo posto
Gli scambi tra privati e aziende hanno rappresentato il 54,4% dei trasferimenti netti di luglio, in crescita di 0,8 punti percentuali. La quota è salita al 55,3% considerando i primi sette mesi. I passaggi da operatori a cliente finale sono invece scesi al 40,6% nel mese, contro il 39,8% del cumulato. Le auto provenienti da auto-immatricolazioni hanno rappresentato il 4,0%, mentre quelle dal noleggio sono rimaste allo 0,9%.
La distribuzione regionale è rimasta sostanzialmente stabile. La Lombardia ha guidato la classifica con il 15,9% dei trasferimenti netti, davanti al Lazio al 10,0%. La Campania è stata terza al 9,3%, seguita dalla Sicilia all’8,6% e dal Veneto al 7,8%.
Quasi metà delle auto ha più di dieci anni
Le vetture con oltre 10 anni di anzianità hanno rappresentato il 48,8% dei trasferimenti netti di luglio, in aumento di 0,8 punti rispetto allo stesso mese del 2025. La fascia da 6 a 10 anni è scesa al 16,7%, quella da 4 a 6 anni al 10,7%, mentre le auto da 2 a 4 anni sono salite al 12,6%. Le vetture da 1 a 2 anni hanno rappresentato il 4,9% e quelle fino a un anno il 6,3%. Nel complesso, le auto fino a quattro anni hanno costituito il 23,8% del mercato mensile.
Tra le minivolture, il diesel è rimasto l’alimentazione più rappresentata con il 40,7%, seguito dalla benzina al 31,0%. Le ibride sono salite al 15,6%, mentre plug-in ed elettriche pure hanno raggiunto rispettivamente il 2,7% e il 2,3%. Sul fronte dell’anzianità, le vetture con oltre dieci anni sono scese al 36,9%; quelle fino a quattro anni sono arrivate invece al 30,6%, 1,1 punti in più rispetto a luglio 2025.


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