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In un garage virtuale pieno di hypercar, prototipi e super sportive, una Citroën 2CV da 28 CV sembra quasi una provocazione. In Gran Turismo 7, invece, la 2CV 6 Charleston offre una delle esperienze più istruttive: costringe a conservare velocità, scegliere traiettorie pulite e usare ogni metro di pista.
La lentezza rende visibili gli errori
Con una vettura potentissima si può spesso recuperare sul rettilineo ciò che si perde in curva. La 2CV non concede questa scorciatoia. Una frenata anticipata o una traiettoria larga costano secondi che il motore non può restituire. Per questo diventa una scuola di guida accessibile anche a chi non usa volante e pedaliera.
L’assetto morbido e il rollio marcato aggiungono personalità. Il trasferimento di carico si vede e si sente, mentre la scarsa potenza rende decisiva la fluidità. Gare monomarca brevi, soprattutto su circuiti tecnici, possono diventare più combattute di molte sfide fra auto da mille cavalli.
Una presenza che allarga la cultura automobilistica
La Citroën 2 CV 6 Charleston ’86 è tra le vetture introdotte con Spec IV – Parte 1, come conferma l’annuncio ufficiale PlayStation. La sua presenza non si misura nel confronto prestazionale con la Ferrari F355 o con le novità più estreme. Porta una storia diversa: mobilità semplice, meccanica essenziale e un design riconoscibile in ogni Paese. Il confronto con vetture modernissime rende il museo interattivo di Gran Turismo ancora più completo.
Scheda virtuale
- Modello: Citroën 2CV 6 Charleston
- Potenza: 28 CV
- Gioco: Gran Turismo 7
- Punti di forza: leggibilità dei trasferimenti di carico, gare ravvicinate, valore storico
- Consiglio: pneumatici coerenti con l’epoca e circuiti corti o tecnici



Il giudizio di Formula Motori
Secondo noi, la 2CV dimostra che un videogioco di guida diventa più ricco quando racconta anche le auto lente. È una sfida alla precisione e un antidoto alla ricerca continua del record di potenza.


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