Sei Jaguar vendute in tutta la Cina nel settembre 2026, contro le 1.937 dello stesso mese del 2025: una flessione del 99,7% che fotografa le difficoltà del marchio britannico nel mercato cinese. Il dato, ripreso dalla stampa economica cinese il 26 ottobre, emerge dalle statistiche diffuse da Cui Dongshu, segretario generale della China Passenger Car Association (CPCA), ed è particolarmente significativo nel contesto della crisi del mercato delle automobili importate.
Jaguar, sei vendite contro 1.937: che cosa dice davvero il dato
Il confronto riguarda settembre 2026 rispetto a settembre 2025, non il mese precedente e soprattutto non le vendite mondiali del costruttore. Il numero è riportato nell’analisi della testata cinese Yicai sulle vendite al dettaglio dei marchi importati. È quindi fondamentale non confondere questo specifico perimetro statistico con l’intera attività globale di Jaguar Land Rover o con quella dei modelli Land Rover.
Il crollo è comunque eccezionale: la differenza è di 1.931 vetture in meno in dodici mesi. Un risultato che non si può spiegare con una sola causa e che si inserisce in una fase di profonda trasformazione della gamma Jaguar, oltre che del mercato cinese.

La crisi delle auto importate in Cina
Secondo l’analisi dei dati CPCA diffusa il 25 ottobre, nel settembre 2026 le importazioni cinesi di automobili sono state circa 21.000, in calo del 49% su base annua. Le vendite al dettaglio di auto importate si sono attestate intorno a 29.000 unità, con una diminuzione del 39%. Nei primi nove mesi del 2026 le importazioni totali hanno raggiunto circa 290.000 unità, il 20% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025.
Non si tratta, dunque, soltanto di Jaguar: il settore delle vetture estere, soprattutto tradizionali e di fascia alta, è sotto pressione per effetto della concorrenza locale, del rapido sviluppo delle elettriche cinesi e di una domanda più debole.
Perché i marchi premium europei perdono terreno?
I costruttori cinesi offrono ormai modelli elettrici e ibridi con dotazioni digitali avanzate, servizi connessi e prezzi aggressivi. La competizione coinvolge anche i marchi tedeschi storicamente forti nel segmento premium. Parallelamente, in molte grandi città cinesi la domanda di veicoli importati si è indebolita, mentre i consumatori valutano con maggiore attenzione prezzo e tecnologia.
Le politiche industriali e fiscali contribuiscono al quadro competitivo, ma non sarebbe corretto attribuire il dato Jaguar esclusivamente alla tassazione o dedurne automaticamente un tracollo dei consumi di lusso: servono analisi per segmenti, disponibilità dei modelli, canali di vendita e calendario dei rinnovi di gamma.
La trasformazione di Jaguar pesa sul confronto
Jaguar sta attraversando un riposizionamento profondo del marchio verso una nuova generazione di modelli elettrici di lusso. Il cambiamento della gamma tradizionale e le tempistiche di transizione possono influenzare le immatricolazioni e la disponibilità commerciale. Per interpretare un calo di questa portata, la situazione specifica del prodotto è importante tanto quanto il contesto economico.

Il giudizio di Formula Motori
Il meno 99,7% è un numero impressionante, ma la vera notizia non è soltanto che in Cina Jaguar abbia venduto sei vetture in un mese: è la velocità con cui il mercato premium sta cambiando. Il marchio britannico dovrà dimostrare che la propria nuova identità può convincere clienti ormai abituati a tecnologia, elettrificazione e servizi digitali di alto livello. L’evoluzione delle vendite nei prossimi mesi sarà decisiva per capire quanto del crollo dipenda dalla transizione della gamma e quanto dalla competitività del marchio.
Dati di riferimento: statistiche CPCA diffuse da Cui Dongshu il 25 ottobre 2026, riportate da Yicai il 26 ottobre 2026. Il confronto Jaguar si riferisce alle vendite al dettaglio del settembre 2026 su settembre 2025.


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