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Giacomelli a Busto Arsizio con il libro su Jack O’Malley

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Copertina del libro “Bruno Giacomelli. Continuavano a chiamarmi Jack O’Malley”

Tempo di lettura: 3 minuti

Mercoledì 9 settembre, alle 20.45, Bruno Giacomelli ha presentato a Busto Arsizio il libro Continuavano a chiamarmi “Jack O’Malley”, scritto con Mario Donnini. L’incontro ha aperto SportivaMente, il Festival dei libri sportivi, e si è tenuto nella Sala Tramogge dei Molini Marzoli Massari, in via Molino 2.

La serata ha previsto anche la firma copie ed è stata a ingresso gratuito, come indicato dal programma ufficiale del Comune di Busto Arsizio. L’incontro ha offerto l’occasione per ripercorrere la carriera di uno dei volti più amati del motorsport italiano, capace di lasciare un segno soprattutto negli anni d’oro della Formula 1 e delle categorie internazionali di vertice.

Il racconto di una carriera nelle corse

Giacomelli è ricordato in particolare per le sue 69 partenze in Formula 1 e per il podio conquistato a Las Vegas nel 1981. Nel libro emerge anche il legame profondo con l’Alfa Romeo, marchio con cui il pilota di Roncadelle ha firmato alcuni dei momenti più noti della sua storia sportiva, tra cui la pole position a Watkins Glen nel 1980 e il Gran Premio degli Stati Uniti Est del 1980, vissuto da protagonista prima del ritiro per un problema tecnico.

In quell’occasione, a quanto riportato nel volume, Giacomelli aveva accumulato un margine tale da doppiare le Ferrari di Scheckter e Villeneuve. È uno dei passaggi che meglio restituisce il valore sportivo di un pilota che, negli anni Settanta e Ottanta, è stato considerato tra i più apprezzati del paddock.

Da March a McLaren, passando per l’Inghilterra

Il titolo dell’autobiografia richiama il soprannome affibbiatogli dai britannici, “Jack O’Malley”, nato durante gli anni trascorsi in Formula 1 con la McLaren. Un dettaglio che racconta anche il rapporto costruito da Giacomelli con il mondo delle corse d’Oltremanica, dove si trasferì stabilmente alla metà degli anni Settanta.

In Inghilterra divenne il pilota più sostenuto da Robin Herd, fondatore della March, con cui conquistò il dominio della Formula 2 europea nella stagione 1978. La prefazione del volume è firmata proprio da Herd, figura chiave nella crescita sportiva di Giacomelli e nel suo passaggio tra Formula 2 e Formula 3 con la Scuderia March.

Il libro, pubblicato da Giorgio Nada Editore, è firmato da Mario Donnini con Bruno Giacomelli e raccoglie 240 pagine in formato 14×22 cm. Sono presenti 30 foto in bianco e nero, 60 a colori e 17 disegni a colori, in un volume cartonato con sovraccoperta inserito nella collana Grandi corse su pista, strada e rallies. Il prezzo di copertina indicato al momento della pubblicazione era di 28 euro.

È particolarmente significativo che un appuntamento del genere sia arrivato all’interno di un festival dedicato ai libri sportivi: non solo una presentazione editoriale, ma anche un modo per riportare al centro un pezzo di storia delle corse italiane, raccontata da un protagonista diretto.

Una serata dentro la memoria del motorsport

Nel volume trovano spazio anche altre esperienze vissute da Giacomelli tra Formula IndyCar, Mondiale Prototipi, Indy 500 e Le Mans. Un percorso ampio, che attraversa categorie diverse e conferma la versatilità di un pilota che ha corso in un’epoca spesso ricordata per il suo fascino tecnico e umano.

Tra gli aspetti che meritano attenzione c’è proprio questo: il libro non si limita a inseguire l’episodio più noto, ma compone il ritratto di una carriera ampia e molto radicata nell’immaginario degli appassionati. L’appuntamento di Busto Arsizio, in questo senso, è diventato anche un’occasione per rileggere una stagione importante del motorsport attraverso la voce di uno dei suoi interpreti più riconoscibili.

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