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ASI, 60 anni tra cultura e turismo: l’incontro al Senato

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ASI, 60 anni tra cultura e turismo: l’incontro al Senato

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Il motorismo storico non è soltanto una passione per auto e moto d’epoca. È anche un patrimonio culturale, una leva turistica e una risorsa economica per i territori. È stato questo il tema al centro dell’incontro Motorismo storico, patrimonio vivo d’Italia. Sessant’anni dell’Automotoclub Storico Italiano: cultura, turismo e autenticità, la rotta verso il futuro, svoltosi il 27 ottobre 2026 nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, al Senato della Repubblica, per celebrare i 60 anni dell’ASI.

L’appuntamento, promosso dalla senatrice Elena Murelli, presidente dell’Intergruppo Parlamentare “Motorismo Storico”, è stato condotto da Francesco Giorgino. Hanno partecipato il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepresidente Gian Marco Centinaio e il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Ad aprire i lavori sono stati la stessa Murelli e Alberto Scuro, presidente ASI e FIVA.

Un settore seguito da oltre 21 milioni di italiani

Durante l’incontro è stato presentato lo studio Il Motorismo Storico nell’Italia che cambia: valori, percezione pubblica e impatto sui territori, realizzato da Euromedia Research e illustrato dalla direttrice Alessandra Ghisleri. La ricerca rileva che oltre 21 milioni di italiani dichiarano interesse per il settore.

Il 79,1% degli intervistati considera i veicoli storici parte del patrimonio culturale italiano, mentre il 60,7% ritiene auspicabili interventi pubblici per la loro conservazione. Nell’ultimo anno circa 14,5 milioni di persone hanno partecipato o assistito a manifestazioni dedicate ai veicoli storici. La spesa collegata a queste attività è stimata in 1,4 miliardi di euro, con un potenziale di coinvolgimento futuro indicato in 25 milioni di persone.

Lo studio prende in esame anche l’utilizzo dei veicoli storici. La percorrenza media dichiarata è di 1.200 chilometri all’anno, mentre per quasi il 40% dei proprietari non supera i 500 chilometri. Inoltre, il 71,5% degli intervistati considera minimo o irrilevante l’impatto ambientale legato alla loro circolazione.

Itinerari, territori e patrimonio italiano

Il rapporto tra motorismo storico e turismo è stato approfondito nella sessione introdotta da Agnese Di Matteo, vicepresidente ASI. Al confronto hanno preso parte Stefano Locatelli, vicepresidente ANCI con delega al Turismo, e Maria Pace Odescalchi, presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane.

Un ruolo specifico è stato attribuito al protocollo tra ASI e Direzione Generale per l’Ippica del MASAF. L’obiettivo è valorizzare ippodromi, paesaggi, patrimonio culturale ed enogastronomia attraverso itinerari dedicati ai veicoli storici. Un’impostazione che lega la mobilità d’epoca alla scoperta dei luoghi e delle identità locali.

Al dibattito hanno contribuito anche i senatori Massimo Garavaglia, Elena Murelli e Marco Lisei, Stefano Corti del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, le onorevoli Beatriz Colombo e Grazia Di Maggio, Cristina Rossello, presidente dell’Intergruppo “Patrimonio Italiano”, e il vicepresidente di ACI Storico Giovanni Battista Tombolato.

Autenticità e memoria industriale

La conservazione dell’autenticità e della memoria industriale è stata al centro della sessione introdotta da Ugo Gambardella, vicepresidente ASI. Luca Sciascia, dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ha analizzato il valore delle targhe originali, mentre Alberto Corteggiani, dell’Archivio Centrale dello Stato, ha affrontato il tema della tutela e della digitalizzazione degli archivi.

Tra gli esempi citati c’è l’archivio della Carrozzeria Bertone, collegato alla Collezione di veicoli Bertone di proprietà ASI. Per Alberto Scuro, il motorismo storico rappresenta “una componente del patrimonio culturale italiano, una risorsa per il turismo e per l’economia dei territori e un’espressione delle competenze tecniche, industriali e artigianali del nostro Paese”.

Secondo la nostra redazione, i dati presentati al Senato mostrano come il settore abbia ormai una dimensione che va oltre il collezionismo: tutela documentale, conservazione dei veicoli e promozione turistica diventano parti dello stesso percorso. La sfida indicata per i prossimi anni sarà mantenere autentica questa eredità, rendendola allo stesso tempo accessibile e utile ai territori.

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