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giovedì 22 Ottobre 2026Motori, persone, storie

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Agility e Nyobolt: la ricarica rapida entra nei robot Digit 5

· · Aggiornato il
Robot umanoide Agility Digit 5 visto frontalmente

Tempo di lettura: 2 minuti

La sfida dei robot umanoidi non si gioca soltanto su mani, equilibrio e intelligenza artificiale. Anche il tempo passato alla presa pesa sul loro impiego industriale. Agility Robotics ha annunciato il 15 ottobre 2026 l’accordo con Nyobolt per la tecnologia delle batterie del Digit 5: l’obiettivo è ridurre le interruzioni tra una sequenza di lavoro e la successiva.

Novanta minuti di attività, nove di ricarica

Il sistema annunciato prevede 90 minuti di autonomia operativa e una ricarica in 9 minuti. Il rapporto fra tempo di lavoro e tempo di ricarica salirebbe così a 10:1, contro il 2:1 indicato per Digit 4. Il traguardo dichiarato è superare le 20 ore produttive nell’arco di una giornata, non lavorare per 20 ore con una sola carica.

Per un magazzino questa distinzione è decisiva. Una batteria capace di recuperare energia durante soste brevi può cambiare l’organizzazione dei turni; non elimina però la necessità di una postazione disponibile, di percorsi sicuri e di una gestione coordinata della flotta.

Il calendario non coincide con la disponibilità immediata

L’accesso iniziale al Digit 5 con questa tecnologia è previsto nel primo semestre 2027, con disponibilità crescente nei successivi sei-nove mesi. Prestazioni e tempi restano obiettivi industriali annunciati, non risultati di una prova indipendente di Formula Motori.

Restano da valutare sul campo l’effetto del carico trasportato, la frequenza delle soste e la capacità della flotta di evitare attese alla ricarica. Sono elementi che possono contare quanto l’autonomia nominale quando il robot deve inserirsi in un processo già attivo.

Il giudizio di Formula Motori

La novità interessante è il passaggio dall’effetto dimostrativo alla continuità del servizio. Nove minuti alla presa possono essere più importanti di un gesto spettacolare in un video. Il giudizio definitivo, però, richiederà dati di utilizzo reale, affidabilità e costi: un accordo sulle batterie è un passo concreto, non la prova che ogni magazzino sia già pronto per gli umanoidi.

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