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Carburanti al 14 ottobre 2026: diesel sotto 2,20 euro nel 26% degli impianti

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Rifornimento di un’automobile con una pistola verde

Tempo di lettura: 3 minuti

Al 14 ottobre 2026 il prezzo dei carburanti risultava sopra le soglie di riferimento in gran parte della rete stradale italiana. Secondo l’analisi di Facile.it sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, solo il 26% dei distributori considerati vendeva il gasolio a meno di 2,20 euro al litro in modalità self.

Il dato corrispondeva a 5.030 impianti su oltre 19.500 analizzati. Per la benzina la situazione era leggermente più favorevole: 10.223 distributori, pari al 52% del campione, risultavano sotto la soglia dei 2 euro al litro.

L’analisi ha preso in esame i distributori della rete stradale censiti dal Mimit che avevano comunicato un aggiornamento del prezzo dal 5 ottobre in poi, escludendo quelli autostradali. La fotografia riguardava quindi una parte precisa della rete e i prezzi self rilevati al 14 ottobre 2026.

Le regioni dove il diesel costava meno

La percentuale più alta di distributori con gasolio sotto i 2,20 euro al litro si registrava nelle Marche, con il 38% degli impianti analizzati. Seguivano l’Abruzzo, al 36%, e Lazio e Umbria, entrambe al 31%.

Subito dietro si trovavano Friuli-Venezia Giulia, Liguria e Valle d’Aosta, tutte al 30%. Emilia-Romagna e Piemonte si fermavano invece al 26%, la stessa quota registrata a livello nazionale. Sardegna, Sicilia e Molise raggiungevano rispettivamente il 26%, il 26% e il 26%, mentre Toscana e Trentino-Alto Adige erano al 27%.

In fondo alla graduatoria comparivano Campania, con il 14% dei distributori sotto soglia, Basilicata al 16% e Calabria al 19%. La Lombardia si attestava al 24%, la Puglia al 24% e il Veneto al 25%.

Benzina sotto i 2 euro: Valle d’Aosta in testa

Per la benzina la classifica regionale cambiava. La quota più elevata di distributori sotto i 2 euro al litro si trovava in Valle d’Aosta, con il 62% degli impianti analizzati. Sicilia e Marche seguivano a pari merito con il 60%, mentre il Lazio raggiungeva il 58%.

La Lombardia e la Sardegna si posizionavano al 56%, il Piemonte al 55% e la Toscana al 54%. Abruzzo e Liguria erano entrambe al 52%, mentre Emilia-Romagna e Veneto arrivavano al 51%. Il valore più basso era quello della Basilicata, con il 36%, preceduta dalla Campania al 37% e dalla Calabria al 42%.

Nel complesso, la differenza tra diesel e benzina restava evidente: la soglia dei 2,20 euro era rispettata da poco più di un distributore su quattro per il gasolio, mentre quella dei 2 euro era mantenuta da oltre la metà degli impianti per la benzina.

I prezzi medi rilevati il 16 ottobre

I dati ufficiali del Mimit aggiornati al 16 ottobre 2026 indicavano un prezzo medio sulla rete stradale, in modalità self, di 2,034 euro al litro per la benzina e di 2,256 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale le medie salivano rispettivamente a 2,048 e 2,278 euro al litro.

Queste medie si riferiscono al 16 ottobre e non misurano la quota di distributori sotto soglia del 14 ottobre, calcolata da Facile.it sul campione descritto: le due rilevazioni vanno quindi tenute distinte. Per gli automobilisti, verificare le differenze tra impianti restava quindi determinante prima del rifornimento.

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