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Due punti dopo diciassette appuntamenti: la lotta fra Jorge Martín e Marc Márquez ha una misura piccolissima e un precedente preciso. All’indomani del GP Indonesia dell’11 ottobre 2026, il pilota Aprilia è davanti al rivale Ducati. Il distacco eguaglia quello registrato quattro anni fa nello stesso momento del campionato.
Il parallelo con Quartararo e Bagnaia
Dopo il GP Thailandia 2022, diciassettesimo round, Fabio Quartararo precedeva Francesco Bagnaia di due punti. Quella sfida arrivò fino a Valencia e il titolo andò a Bagnaia. È un riferimento storico utile a descrivere l’equilibrio attuale, non un modello che possa anticipare come finirà il 2026.
La coincidenza riguarda distacco e numero di round disputati. Piloti, moto e percorso verso il finale sono diversi: trasformarla in una previsione significherebbe attribuire alla statistica un potere che non ha.
A Mandalika la classifica ha cambiato padrone due volte
Márquez aveva vinto la Sprint del sabato, mentre Martín aveva chiuso quarto. Domenica il terzo posto di Martín, con Márquez sesto, ha riportato lo spagnolo Aprilia davanti nel mondiale. Lo stesso fine settimana ha quindi premiato prima uno e poi l’altro, lasciando il margine finale strettissimo.
Nel bilancio pubblicato da MotoGP il 13 ottobre 2026, Márquez risultava risalito da uno svantaggio di 102 punti fino a due. Restano cinque round: Australia, Malesia, Qatar, Portogallo e Valencia. Una rimonta importante non equivale comunque a un titolo già conquistato, così come la leadership attuale non mette al riparo Martín.
Il giudizio di Formula Motori
Il confronto con il 2022 è la curiosità giusta per leggere il dopo gara: rende immediata la pressione, senza togliere spazio all’incertezza. Per entrambi conterà evitare che una giornata difficile diventi uno zero. Con un margine simile, la continuità può pesare quanto il singolo acuto; la storia offre una prospettiva, ma il prossimo risultato deve ancora essere scritto.





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