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Custodire la storia della meccanizzazione agricola italiana e, allo stesso tempo, contribuire a orientarne l’evoluzione verso soluzioni più sostenibili. È questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa firmato a Bologna il 24 ottobre 2026 da Automotoclub Storico Italiano (ASI) e Confagricoltura.
L’accordo, sottoscritto da Alberto Scuro, presidente dell’ASI, e Nicola Gherardi, componente della Giunta Esecutiva di Confagricoltura, avvia un percorso comune dedicato alla conservazione dei mezzi agricoli storici, alla loro certificazione e alla ricerca di nuove opportunità per la mobilità agricola e storica.
Un patrimonio nato dalla meccanizzazione
Il valore dei mezzi agricoli storici è legato alla trasformazione economica e sociale che ha interessato l’Italia nel secondo dopoguerra. I numeri raccontano la velocità di questo cambiamento: dai circa 56.000 trattori dei primi anni Cinquanta si è arrivati a oltre 300.000 nel 1962. Nello stesso periodo, gli aratri a trazione meccanica sono passati da circa 48.000 a quasi 300.000 unità.
Trattori, aratri e altre macchine agricole hanno modificato l’organizzazione del lavoro, la struttura delle imprese e il ruolo dell’agricoltura nella società italiana. Oggi questi mezzi rappresentano una testimonianza concreta dei progressi tecnici e produttivi che hanno accompagnato la modernizzazione del Paese.
La collaborazione tra ASI e Confagricoltura punta a mettere in rete il patrimonio motoristico agricolo custodito dagli associati dell’organizzazione agricola e quello storico e museale dell’ASI. L’obiettivo è favorire tutela, conoscenza e valorizzazione, mantenendo vivo il legame con una fase fondamentale della storia industriale e agricola nazionale.
Certificazioni, eventi e divulgazione
Il programma prevede attività di divulgazione, eventi e manifestazioni, oltre a iniziative rivolte alle imprese agricole per sensibilizzarle sull’importanza della certificazione dei mezzi storici.
ASI metterà a disposizione di Confagricoltura le competenze della propria Commissione Macchine Agricole e Industriali. Su richiesta e nel rispetto dei requisiti previsti dal regolamento dell’associazione, sarà possibile avviare percorsi per ottenere certificati di storicità e autenticità destinati ai veicoli ritenuti di particolare rilevanza.
Il progetto può rafforzare il dialogo tra chi conserva queste macchine per passione, le imprese agricole e le realtà impegnate nella tutela della memoria tecnica italiana. Come ha sottolineato Alberto Scuro, il motorismo storico coinvolge ambiti sociali, culturali ed economici diversi, mentre molti mezzi agricoli vengono ancora tramandati da una generazione all’altra.
Lo sguardo alla mobilità sostenibile
Il Protocollo non si limita alla conservazione del passato. ASI e Confagricoltura promuoveranno attività congiunte di studio e ricerca per individuare soluzioni capaci di sostenere la mobilità agricola e storica in chiave più sostenibile. Tra i temi indicati ci sono in particolare i biocarburanti, con il contributo specialistico della Commissione ASI Green.
Per Nicola Gherardi, la meccanizzazione agricola appartiene alla storia di Confagricoltura ma continua anche a guidare l’innovazione, in un settore che oggi guarda ad automazione e sistemi spaziali. La nuova intesa vuole quindi collegare i trattori che hanno trasformato il lavoro nei campi alle tecnologie che stanno definendo l’agricoltura del futuro.
La durata dell’accordo è fissata in 24 mesi. Il Protocollo consolida il percorso avviato con il Memorandum d’intesa sottoscritto dalle due organizzazioni il 26 settembre 2026 a Misano Adriatico e pone le basi per ulteriori iniziative condivise, coinvolgendo le rispettive reti associative.


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