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Il FIA World Endurance Championship 2026 si avvicina all’ultimo appuntamento della stagione. Dopo la Sei Ore di Barcellona, disputata sul circuito di Barcelona-Catalunya, la finalissima di Monza è in programma l’8 novembre. Il programma ufficiale FIA WEC fissa le prime prove libere a venerdì 6 novembre. Sarà l’ottava e ultima gara del campionato, con un’attenzione speciale per la presenza di diversi piloti italiani e per la corsa di Ferrari nel Mondiale Costruttori.
Ferrari, quinto podio della stagione
La 499P #50 di Miguel Molina, Antonio Fuoco e Nicklas Nielsen ha chiuso la Sei Ore di Barcellona al terzo posto, regalando a Ferrari il quinto podio del FIA WEC 2026. Il risultato si aggiunge al secondo posto ottenuto dalla vettura #51 a Imola, al terzo della #50 in Belgio, al secondo della #51 a San Paolo e alla vittoria conquistata ad Austin dalla stessa #50.
Il fine settimana catalano aveva mostrato una Ferrari competitiva già dalle prove libere. Oltre alle due 499P ufficiali, si era messa in evidenza anche la vettura AF Corse #83 di Robert Kubica, Yifei Ye e Philip Hanson. Giuliano Salvi, Ferrari Endurance Race Team & Track Operations Manager, ha sottolineato la solidità della #50 e una strategia di pit stop ottimizzata. Per la #51, invece, restano alcuni aspetti da analizzare in vista dell’ultimo round.
La classifica Costruttori vede Toyota già campione, mentre BMW occupa il secondo posto con 154 punti. Ferrari segue a quota 130, a 24 lunghezze dalla Casa tedesca, come riporta la classifica ufficiale FIA WEC. La gara di casa rappresenta quindi l’ultima occasione per provare a ribaltare la situazione. “Il potenziale c’è e siamo convinti di poter essere competitivi”, ha spiegato Salvi guardando alla prova di Monza.
Per Antonio Fuoco, pilota della Ferrari #50, correre nuovamente in Italia sarà speciale anche per la presenza dei tifosi. L’obiettivo dichiarato è migliorare ancora il risultato di Barcellona e chiudere la stagione con una prestazione all’altezza delle aspettative del pubblico di casa.
Gli italiani al via tra Hypercar e LMGT3
La Sei Ore di Monza coinvolgerà numerosi piloti italiani nelle due categorie del campionato. In Hypercar saranno impegnati Antonio Fuoco sulla Ferrari #50, Antonio Giovinazzi e Alessandro Pier Guidi sulla Ferrari #51. Nella classe LMGT3 correranno Alessio Rovera con Vista AF Corse #21, Davide Rigon con Vista AF Corse #54, Matteo Cressoni e Johannes Zelger con Iron Lynx Mercedes #79, Stefano Gattuso e Gianmarco Levorato con Proton Competition Ford #88, Riccardo Pera con The Bend Manthey Porsche #92 e Mattia Drudi con Aston Martin Heart of Racing #27.
La gara italiana potrà contare su una cornice particolarmente significativa. Le prevendite stanno registrando un buon andamento e l’interesse è aumentato anche grazie alla presenza di Ferrari nella lotta per il secondo posto tra i Costruttori. Dal nostro punto di vista, la combinazione tra la finale di stagione, il circuito di Monza e la sfida ancora aperta rende l’appuntamento uno dei momenti più attesi del calendario endurance italiano.
Drudi e Aston Martin puntano al riscatto
In LMGT3, il weekend di Barcellona è stato più complicato per Aston Martin Heart of Racing. La Vantage AMR #23 ha concluso al nono posto, entrando comunque in zona punti, mentre la #27 affidata a Mattia Drudi, Zach Robichon e Ian James ha terminato al quindicesimo posto.
Drudi ha spiegato che l’equipaggio si aspettava difficoltà in condizioni di pista asciutta e avrebbe preferito una gara bagnata dall’inizio alla fine. La vettura era riuscita a entrare nella top ten nella fase iniziale, ma il miglioramento dell’asfalto ha aumentato le difficoltà. Successivamente Robichon è finito nella ghiaia dopo aver toccato il cordolo alla curva 6. Il team ha quindi concentrato gli ultimi giri sulla raccolta di dati utili allo sviluppo e alla messa a punto della vettura.
La vettura #27 di Heart of Racing arriva a Monza al sesto posto nel Trofeo FIA Endurance per i team LMGT3. Il distacco dalle posizioni che valgono il podio stagionale non è considerato irrecuperabile: per Drudi e la squadra, la gara italiana sarà dunque un’opportunità per chiudere il 2026 con un risultato più positivo.




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