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Mercato auto Italia, ottobre cresce del 4,8%

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Mercato auto Italia, ottobre cresce del 4,8%

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Il mercato italiano dell’auto chiude ottobre 2026 con 131.921 nuove immatricolazioni, in crescita del 4,8% rispetto alle 125.864 unità registrate nello stesso mese del 2025. Da gennaio a ottobre il totale raggiunge così quota 1.400.991 vetture, pari a un incremento dell’8,3% sullo stesso periodo dell’anno scorso, quando le immatricolazioni erano state 1.293.406.

Il recupero non è però sufficiente a colmare la distanza dai livelli pre-pandemia. Rispetto al 2019 mancano ancora oltre 224.000 unità, con un divario del 13,8%. Alla luce del miglioramento dello scenario macroeconomico e della spesa per consumi, UNRAE ha aggiornato al rialzo la previsione per l’intero 2026: il mercato dovrebbe chiudere a 1.640.000 vetture, in aumento del 7,5% sul 2025 ma ancora sotto del 14,4% rispetto al 2019. Per il 2027 è attesa invece una flessione del 3,4%, a quota 1.585.000 unità.

Elettriche pure ancora al 6,1%

La transizione energetica resta il tema più delicato. A ottobre le vetture ricaricabili, considerando insieme elettriche pure e ibride plug-in, raggiungono il 18,8% del mercato. Il dato nasconde però due andamenti molto diversi: le BEV si fermano al 6,1% della quota, mentre le PHEV salgono al 12,7%.

Le elettriche pure migliorano rispetto al 5% di ottobre 2025, ma arretrano rispetto al 7,6% di settembre. Nei primi dieci mesi dell’anno la loro quota è pari al 7,8%. Gli acquirenti privati rappresentano il 54% dei volumi BEV. Le ibride plug-in, invece, accelerano sia sul 7,4% di un anno fa sia sull’11,1% di settembre, sostenute soprattutto dal noleggio a lungo termine, che concentra oltre il 43% delle immatricolazioni PHEV.

“Gli italiani non vanno convinti: vanno messi nelle condizioni di scegliere la transizione”, ha dichiarato Roberto Pietrantonio, presidente UNRAE, sottolineando la necessità di politiche strutturali e di una maggiore convenienza per chi sceglie tecnologie a zero o bassissime emissioni.

La composizione del mercato

Tra le alimentazioni, le ibride si confermano leader con il 49% del mercato di ottobre: il 19,6% è rappresentato dalle full hybrid e il 29,4% dalle mild hybrid. La benzina scende al 17,8%, il GPL al 9% e il diesel al 5,3%. Nei primi dieci mesi le quote sono rispettivamente del 49,5% per le ibride, del 19,3% per la benzina, del 7,3% per il GPL e del 6,4% per il diesel.

Dal punto di vista degli utilizzatori, i privati salgono al 57,6% del mercato mensile e al 54% nel cumulato. Le autoimmatricolazioni raggiungono il 14,3% a ottobre, mentre il noleggio a lungo termine scende al 18,5%, anche per la flessione delle Captive. Continua invece la crescita del noleggio a breve termine, che più che raddoppia volumi e quota, arrivando al 3,7% del mercato.

Tra i segmenti, i SUV di fascia C salgono al 23,9% e quelli di fascia D al 9,2%. I SUV del segmento B scendono invece al 30,3%, mentre le berline dello stesso segmento crescono al 16,9%. Le station wagon valgono il 2,3%, gli MPV l’1,8% e le sportive lo 0,5%.

Fiscalità e prospettive

UNRAE valuta come insufficiente l’apertura contenuta nel Disegno di Legge di Bilancio sul fronte della fiscalità dell’auto. Il DDL prevede per agenti e rappresentanti di commercio l’aumento del tetto di costo deducibile a 35.000 euro e il passaggio dall’80% al 90% della deducibilità per auto elettriche e ibride. Restano però escluse le flotte aziendali, considerate dall’associazione uno strumento decisivo per rinnovare il parco circolante e alimentare il mercato dell’usato recente.

Secondo Roberto Pietrantonio, una riforma estesa alle flotte e orientata alle tecnologie a zero e bassissime emissioni potrebbe coinvolgere nella transizione 400.000 famiglie che oggi non riescono ad acquistare un’auto ricaricabile nuova. L’associazione chiede inoltre regole europee più chiare, infrastrutture di ricarica più capillari e una riduzione dei costi di ricarica.

Le emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni scendono infine a 107 g/km a ottobre, in calo del 4,5%, e a 107,2 g/km nei primi dieci mesi, con una riduzione del 5,6%.

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